
Cosa cambia davvero per chi è celiaco
Per chi vive con la celiachia, leggere le etichette non è un’abitudine: è una necessità.
Le diciture “senza glutine” e “può contenere glutine” orientano le scelte quotidiane, ma per anni sono state usate senza criteri davvero chiari.
Ora arriva una novità importante a livello internazionale che punta a fare ordine.
La novità: una soglia ufficiale per il “può contenere glutine”
Un recente incontro di esperti FAO e OMS, tenutosi a Roma, ha definito una dose di riferimento per l’uso dell’etichettatura precauzionale:
👉 “Può contenere glutine” = oltre 4 mg di glutine per porzione
Questa soglia serve a segnalare un rischio reale di contaminazione accidentale, evitando avvisi generici e inutili.
⚠️ Importante:
👉 Non cambia nulla per i prodotti “senza glutine”, che restano sotto la soglia di legge già prevista.
“Senza glutine”: cosa non cambia
Secondo il Regolamento Europeo, un alimento può essere definito “senza glutine” solo se contiene meno di 20 mg/kg di glutine (20 ppm).
📌 Punto fermo:
• < 20 ppm = senza glutine
• Le regole restano le stesse
Perché questa novità è importante
Fino a oggi, il “può contenere glutine” è stato spesso usato:
• per eccesso di cautela
• senza una soglia scientifica
• generando confusione
Il risultato?
👉 meno scelte alimentari
👉 meno fiducia
👉 più incertezza per chi è celiaco
Con questa raccomandazione, FAO e OMS puntano a un’etichettatura più chiara, coerente e basata sui dati, migliorando la qualità della vita dei consumatori.
Il punto di Glutenfreeyes
Questa novità va nella direzione giusta:
meno allarmismi e più informazioni utili.
Ricordiamo sempre:
• leggere le etichette
• informarsi
• non affidarsi al “sentito dire”
👉 La conoscenza è la prima forma di sicurezza.
Per mangiare fuori in modo più consapevole, puoi consultare la nostra mappa dei locali con opzioni gluten-free
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